Bartolomeo Colleoni

 

Di nobile famiglia guelfa, Bartolomeo Colleoni nacque nel 1400 a Solza, un villaggio della sponda bergamasca dell'Adda e passò alla storia come uno dei capitani di ventura più intraprendenti del secolo XV, da qui il suo soprannome di “invincibile”.﷯Nella burrascosa Italia del XV secolo Bartolomeo Colleoni guidava truppe di soldati al soldo delle grandi città o dei potenti Stati e signori che si combattevano tra loro. Condottiero già al soldo di Venezia, poi dei Visconti, fu nominato nel 1447 capo dell’esercito della Repubblica ambrosiana, ma nel 1448 passò di nuovo con le sue truppe ai veneziani e ne ebbe il comando dell’esercito. Dotato di grandi strategie militari, fu l’artefice di numerose vittorie. Tra gli scontri più famosi ai quali partecipò, va annoverata la celebre battaglia della Molinella, combattuta il 25 luglio 1467 opponendosi a un altro “gigante” dell’epoca: quel Federico da Montefeltro, duca di Urbino, alleato dei Medici, degli Sforza, del re di Napoli e del signore di Bologna. Qui per la prima volta si impiegarono le armi da fuoco come una moderna artiglieria da campagna. Pare che sia proprio stato Colleoni a inventare artiglierie mobili costituite in modo da essere più maneggevoli e leggere di quelle degli avversari. Sebbene occasionalmente combattesse per conto proprio, quando Venezia era in pace, rimase a disposizione della repubblica in tempo di guerra fino alla sua morte. Bartolomeo Colleoni non fu solo un uomo dalla straordinaria abilità strategica il cui braccio sapeva essere spietato e lucido in cento battaglie. Fu anche un grande bergamasco, che amava la sua terra e seppe ricompensarla.﷯ Benché le sue imprese di capitano di ventura lo tenessero spesso lontano dalle sue amate valli, egli vi trascorse gli ultimi giorni della sua esistenza spegnendosi nel suo amato castello di Malpaga nel 1475. Alla sua morte lasciò una grossa somma alla repubblica per la guerra turca, con la ﷯richiesta che fosse eretta una statua equestre di sé stesso in Piazza San Marco. La statua è stata modellata da Andrea del Verrocchio e colata in bronzo dopo la sua morte da Alessandro Leopardi. Il monumento fu collocato vicino alla Scuola Grande di San Marco fuori dalla Chiesa dei SS Giovanni e Paolo.

 

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